Stefania Ricci si diploma con lode nel 1999 all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ma già l’anno prima aveva esordito con “Still”, ritratti ed ambienti avviluppati da teli bianchi, ed esponendo su invito di Franz Paludetto al Castello di Rivara (TO) in una personale curata da Maria Teresa Roberto. Partecipa a diverse collettive a Torino, Genova, New York (“Nursery Cryme” al Williamsbourg Art & Hystorical Center), Milano, Modena ma cerca anche nuove ispirazioni: dopo un workshop con il fotografo George Rousse, realizza un lavoro dedicato alle nature morte esposto nel 2002 da Art&Arts di Torino e nel 2003 da Angelo Falzone a Manheim. Elabora le prime immagini a contatto con fili d'erba gettati sulla carta sensibile – esposte nella mostra Versus VIII – e realizza un progetto installativo-fotografico, in collaborazione con il comune di Ivrea per la antica Sinagoga della città, in cui consolida il lavoro sulla natura cercando una sintesi tra traccia, ombra, immagine figurativa ed astratta. Con il ciclo degli insiemi naturali che continua tutt’oggi, partecipa a varie mostre ed è finalista al “Premio Cairo Arte 2005” mentre negli anni successivi il ciclo “Collezione di farfalle” viene esposto a Casale Monferrato e, nel 2010, a Parigi. Su quest’ultima linea nascono ricerche sugli insetti, sui vasi cinesi, sui diorami, sui tappeti orientali, sugli ex voto, sui teatrini fino al recente “Mappe stellari” presentato al MIA Fair 2016 dalla galleria Rob Shazar, e a Palazzo Ducale di Genova lo stesso anno. Nel 2017 presenta il Lavoro Insiemi naturali in una nuova veste alla mostra personale al Broletto di Pavia e comincia la collaborazione con L'astrofisica Giuliana Conforto che utilizza le immagini di Stefania per illustrare il suo lavoro.